I CENTAURI E LA PASSIONE
(trad. Isabella Orsini)
  
 
   È grazie alla passione, in qualsiasi sua forma, che ci sentiamo vivi. Ma se la passione dura troppo sopraggiunge la morte, e per questo motivo ci arrendiamo ai condizionamenti culturali o alla "realtà" per sopravvivere. La stessa cosa accade con la rivoluzione: finisce presto, perché quella è la sua natura. Ci rinnoveremo, la storia cambierà corso e saremo liberi... per un po'. Ma qualsiasi cosa muore.

   Così è la natura dei Centauri. Essi rappresentano impulsi e necessità selvagge che si scontrano con l'ordine normale delle cose, come se fossero "malate". I Centauri appaiono venendo dal lato opposto del Sole, dall'"aldilà", e ci costringono ad affrontare le parti perse di noi stessi, in modo che l'esperienza sia tanto intensa quanto risanatrice, facendoci sentire di nuovo un tutto. Tuttavia questo incontro ci rende anche molto fragili e vulnerabili, in modo tale da rappresentare contemporaneamente tanto la cura quanto il suo opposto.

   A differenza degli asteroidi della fascia principale tra Marte e Giove, i Centauri sono "diversi". Questi estranei si comportano "selvaggiamente"; hanno la tendenza ad avvicinarsi al sole in forma verticale, come le comete e vengono da molto lontano. Appartengono al nostro sistema solare ma arrivano dalla direzione opposta al sole, come frammenti che non sono mai stati integrati e pertanto sono molto instabili.

   Per questa ragione, io penso, i Centauri condividono le tematiche di ferita, avvelenamento e morte, perché rappresentano tutto ciò che è molto difficile integrare nelle nostre vite, come la lussuria ed il dolore che generano l'agonia. In questo senso sono molto diversi dagli asteroidi della fascia principale che sono molto più civilizzati. Ovviamente i Centauri non lo sono, ed il prezzo che pagano per questo tipo di condotta è la frammentazione, la marginalità e la morte. Per questo motivo Plutone è il loro re.

   Il veleno e la lacerante ferita inflitta da Ercole sono presenti nel racconto mitologico dei Centauri ai quali è già stato attribuito un nome. Pensiamo a questo... mi ricorda Parsifal, e la ferita di Amfortas, quella storia paradigmatica dell'anima umana e della ferita che non guarisce mai. Il veleno mortale, l'agonia, il dolore e la lussuria... Sì! !La lussuria dei Centauri! Come Tristano ed Isotta e il filtro di amore e morte.

   La passione, collettiva o individuale, è la qualità catartica di questo tipo di orbite molto eccentriche e di alta inclinazione, delle quali Plutone è il re. La passione ci tira fuori dalla storia per fare la storia, ci fa uscire dalla nostra vita normale e ci lancia in un vortice che sgretola i nostri sentimenti al fine di rinnovarli. La passione produce la morte perché si possa avere una nuova vita. Così è Plutone, ed è per questo motivo che si pone in relazione alle orbite centauriche. La lussuria e la passione sono due poli dello stesso aspetto. Hanno bisogno di redenzione così come hanno bisogno di amore. Sì! Ma muovono il mondo...

   Non dovremmo mai dimenticare la gerarchia planetaria. Non è nella natura dei Centauri darci l'integrità, che corrisponde al Sole. Quello che i Centauri fanno è catalizzare e pulire, toccare e liberare, mettendo in movimento la nostra vitalità stagnante. Essi ci portano le verità frammentate che galleggiano come sedimenti alla periferia di noi stessi; mettono in movimento il nostro intimo, ma senza darci una direzione. Ci fanno confrontare con i nostri squilibri ed i nostri condizionamenti culturali.

   Pensiamo, per esempio, ad alcune delle caratteristiche più "ospitali" di Chirone, come la nutrizione e l'arte terapeutica, essendo Chirone - io credo - più bendisposto degli altri Centauri (una caratteristica che si evidenzia nella sua orbita di scarsa inclinazione ed eccentricità, quando si confronta con quelle degli astri del suo gruppo).

   C'è qualcosa di incompleto, qualcosa di anormale: esiste una carenza, uno squilibrio; c'è dolore, ricerca di qualcosa di assente. Per esempio l'assenza del vero padre, o l'assenza del vero figlio... o il sentirsi malati, abbandonati, bisognosi di una medicina o un vaccino che aiuti a recuperare l'abilità normale, ad essere umani, ad essere completi.

   Per questo motivo accade che dopo un certo tempo ci arrendiamo, per liberarci del dolore, perché tutti siamo centauri. La ferita è inerente alla condizione umana, perfettamente rappresentata dall'ospitale e tragica figura di Chirone. Tutti condividiamo quella dualità irredenta tra la passione e i condizionamenti culturali, e come è accaduto a Chirone, tutti ne paghiamo il prezzo.

   I Centauri sono come ottave di Plutone, dinamicamente e fisicamente, ma più piccoli e più vicini a noi. In realtà sono una specie di visitatori pieni di potere magico, come le comete o come gli sciamani, figure di epoche e posti remoti o già trascorsi, psicopompi che catalizzano la nostra vita spirituale.

   Astronomicamente attraversano i regni dei pianeti giganti, navigando attraverso questi spazi in forma perpendicolare. Le loro orbite sono caotiche, instabili, "sofferte". Sono oggetti che vengono da molto lontano che corrono selvaggiamente in un mondo che non è il loro, avvicinandosi al sole ad angolo retto invece di circondarlo con la loro orbita; e a differenza degli altri pianeti moriranno presto. Questo è il prezzo che pagano per la loro libertà.

   Immaginiamoci le loro orbite: sono molto allungate, dal momento che vengono direttamente verso di noi e si muovono molto rapidamente, perfino quando raggiungono la loro minore distanza dal sole - questo è almeno il caso di Chirone - dispiegando la loro chioma come un'aura numinósica, per cominciare ad allontanarsi e poi quasi spariscono, con un movimento molto lento. Questo modo di muoversi è catalizzante: batte, apre, sveglia, e come le frecce di Ercole, infligge dolore, a volte fino alla desolazione e la morte.

   Esistono molti altri incroci di orbite di corpi cometoidi che si muovono nelle regioni vicine alla Terra. La caratteristica dei centauri è che sono "distanti", dal momento che agiscono dai domini di Saturno fino a quelli di Plutone, e questo sembra essere il motivo della loro azione orbitante, quando li si paragoni agli Astri che stanno più vicino a noi. I Centauri ci mettono in contatto con quello che sta oltre la nostra portata, come la morte, il dolore e la lussuria, come la natura vergine o le creature selvagge.

   Arrivano, toccano e vanno via, come messaggeri di altre dimensioni. Non c'è niente di leggero nel loro modo di agire. Sono lenti e agiscono in profondità, perché vengono dalle aree oscure della nostra vita, come le ferite dell'infanzia. Ciò non implica che i loro significati siano tutti lugubri: la loro azione è paragonabile in intensità a quella dei grandi pianeti ma il loro modo di agire è diverso. Chirone era saggio e compassionevole, ma continuava ad essere un Centauro, ed in questo consisteva l'essenza ultima della sua ferita. Tutti siamo feriti in un modo o nell'altro, come Chirone.

   Quando qualcosa tocca una ferita primaria, tutto diventa molto intenso. Soffriamo la nostra "passione", ci mettiamo in contatto con ciò che è "selvaggio" in noi... Io ho sempre pensato che questa è una caratteristica molto plutonica, e certamente lo è; ma forse è anche la caratteristica dei Centauri, feriti e doloranti, che ci portano questo tremendo potere plutonico, per renderlo più umano, per farci sorridere. Tutti saremmo morti e avvolti dal ghiaccio nel mondo di Plutone.

   Quando due esseri entrano in intimità spirituale, discende su di loro un potere che li supera e li feconda. Potremmo immaginare che ciò accadrebbe anche nel caso di un incontro con un angelo, o se vivessimo per un certo periodo di tempo nel mondo dei delfini. È molto pericoloso, ma si sente un fuoco interiore che ci spinge a farlo. È una "visita" che si sperimenta con grande intensità, come se stesse fuori del tempo, ma la sua atemporalità e la sua intensità non possono durare; così siamo noi umani. Tuttavia, i frutti di quella visita fecondatrice resteranno con noi per sempre.

   Per questo motivo i Centauri possono curarci e liberarci del dolore, non allo stesso modo dei medici, bensì nel modo in cui agisce uno sciamano.

   Tutto questo può risultare molto duro, tuttavia mi rendo conto che è grazie ai Centauri che esiste la libertà. Grazie a loro non rimarrò mai stagnante, non cesserò mai di meravigliarmi... ! E rimarrò sempre vivo perché non sarò mai più lo stesso, una volta che mi abbiano toccato col potere risanatore della loro mortale ferita!
 

Juan Antonio Revilla
San José, Costa Rica, 24 Febbraio 1999
 


 
 

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